L'assottigliamento del nocciolo parte 2

Nel primo di questa serie di articoli dedicati al nocciolo della punta elicoidale abbiamo discusso la cinematica del taglio e visto l’influenza negativa che il tagliente centrale ha nella foratura.

Le punte elicoidali standard sono vendute con un’affilatura neutra e priva di assottigliamento ovvero con angolo di spoglia secondario utilizzabile per qualsiasi tipo di materiale; ne consegue che in alcuni casi queste si usurano prima e a volte possono addirittura rompersi durante il taglio, soprattutto nel caso di materiali duttili come il bronzo e l’ottone.

Tralasciando per adesso l’uso delle punte per la foratura di ottone e bronzo, concentriamoci sulla riduzione del nucleo della punta elicoidale con l’obbiettivo di aumentare la durata dell’utensile e diminuire tempi di lavoro e forza di penetrazione.

 

Il nocciolo della punta ridotto.

La geometria che analizzeremo per prima è quella ottenuta mediante la creazione di un tagliente centrale a spoglia zero, riportata nella figura sottostante.

 

Per eseguire la lavorazione è necessario disporre di una affilatrice universale tipo 1/BM che consente lavorazioni precise e con regolazione fine dei parametri geometrici.

Le affilatrici da banco più economiche non consentono l’esecuzione corretta del tagliente centrale e hanno una ripetibilità non adeguata a un uso professionale, per questo facciamo riferimento a macchine che non presentano queste limitazioni come appunto la 1/BM.

La mola utilizzata per l’assottigliamento a spoglia zero è una mola a disco ad asse verticale che penetra il cono dalla punta secondo la direzione del tagliente centrale, con la superficie superiore della mola posta alla stessa altezza del tagliente.

Il moto di avanzamento è quello mostrato nella figura seguente, dove la freccia verde indica la traiettoria del centro della mola durante la lavorazione.

 

Quando la mola penetra nel cono di circa un millimetro, la sua azione genera una scanalatura che nel moto di taglio della punta agisce proprio come un tagliente. L’azione della mola è illustrata nella figura seguente.

Volendo illustrare la geometria generata, si realizza graficamente una sezione del cono di affilatura della punta e si disegna lo spigolo generato, così come mostrato nella figura seguente.

 

Durante la rotazione della punta e il suo avanzamento, il materiale viene tagliato dallo spigolo riducendo lo sforzo di penetrazione come illustrato nel precedente articolo. Rispetto al cono neutro delle punte nuove, questa geometria taglia il materiale, mentre il tagliente centrale del cono neutro sposta il materiale con deformazione plastica.

Si sottolinea che la velocità dei punti che compongono sia il tagliente principale della punta sia i punti che compongono il tagliente centrale, hanno velocità diversa che varia dal centro della punta (velocità nulla) fino alla periferia della stessa (velocità massima). Il tagliente centrale taglia quindi a una velocità di taglio molto bassa e senza la riduzione del nucleo la punta tenderà a deviare e l’azione di taglio ne deformerà l’asse causando un errore di posizione del foro e l’allargamento dello stesso. Viceversa, l’azione generata dal tagliente a spoglia zero è quella di un oggetto appuntito che penetra il materiale (tipo il penetratore dei durometri), evitando il moto rotatorio dell’asse deformato. Questo fenomeno viene generalmente detto autocentraggio della punta.

 


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Publisher: Bm snc