Il bulino conico a testa sferica

Realizzazione

In questo articolo affronteremo un problema pratico ovvero illustreremo il metodo di affilatura di un bulino conico a testa sferica. Nella figura sottostante è mostrata la geometrica di questo utensile.

In generale, la realizzazione della testa sferica in un bulino conico, è eseguita per evitare la rottura fragile dello spigolo di testa del bulino conico semplice. Il valore del raggio è di solito di qualche decimo di millimetro: si parla al massimo di 0,5-0,6 mm.

 

Punta piatta o punta sferica?

Esiste anche un altro modo per evitare la fragilità di punta dovuta alla cuspide e cioè realizzare un piano in testa. In questo caso, il piano può essere ortogonale all’asse del bulino oppure inclinato di qualche grado. In ambo i casi deve comunque avere un angolo di spoglia non nullo.

Rispetto alla testa sferica, la testa piatta ha lo svantaggio che la cuspide non è eliminata ma è solo spostata lateralmente. Infatti fra il tagliente e la troncatura di testa permane uno spigolo vivo di facile rottura che compromette l’integrità dell’utensile.

Prescindendo da considerazioni di tipo geometrico sulla forma del solco che si vuole ottenere, si deve comunque preferire un profilo a testa sferica che mantiene il taglio per un tempo più lungo rispetto a quello con la testa troncata.

L’esecuzione del bulino conico a testa sferica.

Il procedimento che andremo ad illustrare si fonda sull’uso dell’affilatrice N2 prodotta dalla Bi-emme, quindi può non essere applicabile ad altro tipo di affilatrice.

Il pezzo di partenza è un bulino smezzato, il tutto può essere applicato anche a un bulino conico semplice.

La procedura di realizzazione del bulino è la seguente:

 

  1. Si imposta l’angolo di spoglia;
  2. Si porta a sfiorare la superfice cilindrica laterale del bulino con la mola quando l’asse del bulino è parallelo alla superficie frontale della mola (l’angolo indicato dall’anello conico graduato deve essere zero);
  3. Con l’avanzamento micrometrico del braccio, si sposta il braccio verso la mola di un valore pari al raggio del bulino (ovvero pari alla metà del diametro) meno il valore del raggio di testa che si intende realizzare;
  4. Si imposta l’angolo del cono da realizzare e si blocca l’anello conico con il bloccaggio a leva posizionato sotto il braccio;

Con quest’ultima impostazione, il braccio può ruotare dall’angolo impostato fino a 90°.

Nella figura precedente abbiamo imposto un raggio di testa pari a 0,2 mm e un angolo di apertura del cono pari a 30°. Per fare un esempio pratico, se il diametro dell’utensile è 10 mm, lo spostamento micrometrico del punto 3 sarà pari a 5,2 mm e l’impostazione del cono del punto 4 dovrà essere 30°.

Con l’utensile inclinato dell’angolo di apertura del cono, si inizia la lavorazione spostando l’utensile con la vite della testa portautensile. Contemporaneamente alla rotazione alternata dell’utensile, si ruota tutto il braccio per eseguire il raggio in testa. La lavorazione sarà completata quando il raggio di testa sarà compiuto.

Da sottolineare che il carrello micrometrico deve rimanere fermo, altrimenti i parametri geometrici cambiano.

Quando si andrà a lavorare con l’utensile che abbiamo appena illustrato, il solco ottenuto avrà una apertura di 60° e un raggio di fondo pari a 0,2 mm.

Publisher: Bm snc