Ridurre il diametro delle frese

La riduzione del diametro delle frese a denti diritti

Nonostante l’ampia varietà di utensili disponibili sul mercato, si presenta spesso l’esigenza di lavorare con utensili con geometria esotica. Nel settore delle materie plastiche può per esempio presentarsi la necessità di lavorare dei fori con dei fresini di diametro frazionario, tipo 9,85 mm piuttosto che 5,78 mm; oppure nell’incisoria, può essere richiesto un angolo di apertura del bulino pari a 18° piuttosto che 22°. Tutti questi utensili vanno costruiti ex-novo perché non in commercio.

Oggi parleremo della riduzione del diametro delle frese a candela a denti diritti riportati, tipicamente usate nella lavorazione delle leghe leggere e delle materie plastiche.

 

 

Come avviene la riduzione del diametro.

I fresini a denti diritti riportati più comuni hanno un numero di denti che oscilla da due a sei nei diametri che vanno da 2 a 22 mm ovvero all’interno della capacità di lavoro delle affilatrici N2.

La lavorazione va eseguita singolarmente per ogni dente, mantenendo inalterata la posizione dell’utensile sull’ultima passata per ottenere denti della stessa dimensione.

A seconda della quantità di materiale da asportare, del tipo di materiale e della mola utilizzata, si procederà a una prima sgrossatura, durante la quale si asporterà molto materiale, e si terminerà con una lavorazione di finitura durante la quale sarà asportato uno spessore non superiore a 0,05 mm per dente.

 

Esempio di affilatura.

Supponiamo di dover ridurre un fresino di 12 mm a tre denti a un diametro di 11,66 mm. La differenza fra il diametro di partenza e il diametro finito è di 0,34 mm sul diametro, che corrispondono a 0,17 mm sul raggio. La differenza relativa al raggio coincide con la quantità di materiale da asportare su ogni singolo dente.

Per lavorare ogni singolo dente, l’utensile sarà ruotato di 120° e bloccato. Per la messa in fase occorrerà posizionare un dente verticalmente tramite l’apposita squadretta, dopo di che si ruoterà di 90 gradi per portare il tagliente in posizione orizzontale e si procederà alla lavorazione del primo dente.

Come prima sgrossatura si dovrà procedere ad asportare circa 0,14 mm, lasciando un sovrametallo per la finitura pari a 0,03 mm.

Una volta sgrossato l’utensile, si sposta il braccio di 0,03 mm e si esegue la finitura su tutti i denti senza più spostare il braccio.

Il divisore interno dell’affilatrice N2 permette la lavorazione di un numero di denti compreso pari a 1, 2, 3, 4, 6 e 12 per i modelli 16 e 20, mentre per il modello si possono affilare anche utensili a 8 denti.

 

L’angolo di spoglia laterale.

Per impostare l’angolo di spoglia laterale del dente occorre far riferimento alle geometrie riportate dal costruttore dell’utensile sui propri manuali. In ogni caso, la scelta dovrà prendere in considerazione vari fattori come materiale da lavorare, materiale dell’utensile, velocità di taglio e lubrorefrigerazione. Indicativamente, maggiore è la durezza dell'utensile, minore dovrà essere l'angolo di spoglia, perché a una durezza maggiore corrisponde anche una maggiore frailità.


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Publisher: Bm snc