Rotture inaspettate e insolite del tagliente di un bulino.

Capita spesso di imbattersi in rotture inaspettate e insolite del tagliente di un bulino oppure in solchi mal tagliati e scabrosi e superfici oggettivamente malfatte.

Per risolvere il problema si variano generalmente i parametri di taglio fino a raggiungere a volte una situazione di compromesso che non soddisfa nessuno. Quando però le cose non migliorano allora si inveisce contro l’utensile che non è buono o contro l’affilatrice che non funziona.

Ma la soluzione al problema non è quella che si pensa. Se siete in questa situazione, avete mai provato a variare l’angolo di spoglia “secondario”?

Cos’è l’angolo di spoglia secondario.

L’angolo di spoglia secondario è l’angolo che forma il piano periferico del tagliente con un piano verticale perpendicolare alla mezzeria e passante per il tagliente. Complicato? No, è semplicemente l’angolo illustrato in figura.

A che cosa serve l’angolo di spoglia secondario.

Durante il taglio del materiale, si verificano fondamentalmente due fenomeni: da un lato l’utensile deforma localmente in modo plastico il materiale, lo strappa e forma il truciolo che verrà poi allontanato dalla zona di taglio; dall’altro la stessa azione dell’utensile deforma elasticamente il materiale e una volta che il tagliente si allontana il materiale si rilassa e si dilata. L’angolo di spoglia secondario serve appunto ad evitare che il dorso laterale dell’utensile strisci sulla superficie appena lavorata riscaldando sia utensile che particolare in lavorazione. Ciò può verificarsi anche se l’angolo di spoglia non è sufficientemente grande.

Questa situazione comporta l’infragilimento del bulino per effetto termico, con conseguente rottura del tagliente, e un peggioramento della superficie lavorata.

Prima conclusione: l’angolo di spoglia non deve essere troppo piccolo.

Scegliere un angolo di spoglia sopra i 20°?

Angolo di spoglia sopra i 20 gradi

Semplicemente no o perlomeno non sempre. Un angolo troppo elevato diminuisce la sezione resistente del bulino (vedi figura) che quindi si romperà più facilmente e in tempi brevi.

Il fattore più importante per la scelta dell’angolo di spoglia è il materiale in lavorazione: più il materiale è resistente, minore è la deformazione elastica e minore deve essere l’angolo di spoglia.

Seconda conclusione: l’angolo di spoglia non deve essere troppo elevato.

Caso pratico.

Nel modello N2 la spoglia si regola allentando l'apposito perno di spoglia e ruotando il braccio fino a raggiungere l’angolo desiderato. Non è necessario ricercare una precisione estrema nel posizionamento: una variazione di 0,5° non comporta alcun problema. La tabella riportata sotto indica i valori più efficaci dell’angolo di spoglia secondario in funzione del materiale da tagliare.

I valori indicati si riferiscono a lavorazioni standard e quindi possono non essere validi per lavorazioni ad alta velocità, dove si presenta il problema del tallonamento dell’utensile di cui ci occuperemo in un altro articolo.

Materiale da lavorare

Angolo di spoglia secondario

Acciaio da costruzione

12°-20°

Ottone duro

20°-30°

Ottone tenero

25°-35°

Bronzo

18°-25°

Alluminio

30°-40°

Legno

40°

Fibra di carbonio

30°-40°

 


Autore: 
Publisher: Bm snc Data Inizio: 27/09/2016

Commenti a "Come scegliere l’angolo di spoglia nei bulini"

  • 23/02/2017

    Buongiorno e grazie per il Suo commento. Ho aggiornato 'articolo. Chiedo scusa ma per un errore nell'aggiornamento del sito è stato sostituito l'articolo con la sua bozza.

  • Fabio Lorenzi Scrive:
    23/02/2017

    Buonasera, Purtroppo non riesco a vedere da nessuna parte la "tabella riportata sotto" con i valori dell'angolo di spoglia indicati per i vari materiali. E' stata tolta dal sito per caso? Grazie. Fabio

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